
Tutti gli attrezzi qui esposti provengono dalla fucina del fabbro Luigi Oss.
La fucina venne fondata da Guerrino Roner nella casa del maso ai Molini, al di là della Fersina, in una posizione che permetteva anche di sfruttare la forza dell’acqua del Rigolor.
L’attività proseguì e si ampliò con Luigi Oss che lavorò fino agli inizi degli anni Settanta e che passò il testimone al figlio Luigi Bruno che ancora oggi, seppure in modo episodico e quasi per hobby, esercita l’arte antica e nobile della lavorazione del ferro.
Nella fucina di Luigi Oss venivano fabbricati tutti gli attrezzi agricoli e quelli dei boscaioli operanti nella Valle dei Mocheni. Era pure la fucina di riferimento per le ditte che operavano in Valle nella costruzione delle strade e soprattutto per la Forestale impegnata nell’edificazione delle roste, gli imponenti argini che dovevano servire ad imbrigliare la furia delle piene della Fersina. In particolare gli scalpellini, che dovevano squadrare i sassi per le roste o per le murature di sostegno delle strade, avevano un continuo bisogno di punte in ferro che dovevano essere spesso ritemprate dal fabbro.
Quando il fabbro metteva in funzione il grande maglio, il rumore che produceva diventava una tintinnante colonna sonora che si spandeva per tutta la zona creando un’atmosfera particolare che rivive ancora nel ricordo dei vecchi.
Tutti gli attrezzi del FABBRO sono stati messi a disposizione da Luigi Bruno Oss, figlio di Luigi, l’ultimo
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