
Il telaio qui esposto proviene dal laboratorio del tessitore Emanuele Paoli di Portolo di Sotto.
Emanuele Paoli imparò l’arte della tessitura presso il laboratorio di Timoteo e Faustino Zampedri a Viarago. Iniziò come garzone, ma poi diventatato maestro tessitore decise di mettersi in proprio e aprì un laboratorio nella casa (ora distrutta) situata nei pressi del maso Masetti sul dosso sopra Portolo di Sotto.
Il telaio venne comprato di seconda mano con pezzi assemblati da varie provenienze. La struttura del telaio porta comunque impressa la data di costruzione con l’anno 1837 (ancora visibile sulla parte anteriore sinistra del telaio). A metà degli anni Trenta Emanuele Paoli trasferì telaio ed attività nella casa situata nei pressi dell’osteria dei Conzalani e là svolse la sua attività fino al 1963 quando cessò definitivamente di lavorare a causa di una malattia.
Il tessitore Emanuele Paoli lavorava prevalentemente su commissione: i clienti erano in genere i Mocheni della sponda sinistra della Valle, ma non mancavano le commesse da gente di Pergine, Susà, Falesina, Vignola, etc... Confezionava soprattutto lenzuola, ma anche asciugamani e corredi per dote, usando il "bombas" (cotone) e la "canevela" (canapa) fatti spedire da una ditta di Bolzano; a volte veniva lavorata anche la lana. Come ci testimonia il figlio Emilio Paoli che ci ha consegnato tutta l’attrezzatura non andata perduta del laboratorio, Emanuele preferiva lavorare al telaio al mattino presto per avere, almeno l’estate, anche il tempo per coltivare la campagna.
Tutti l’attrezzatura del TESSITORE è stata messa a diposizione da Emilio Paoli, figlio del tessitore Emanuele Paoli.
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